Inviamo l’articolo sul Foglio parrocchiale VOCI DI FRATERNITÀ con i relativi appuntamenti di GENNAIO. Il Foglio cartaceo è ritirabile in fondo alla Chiesa:
Testimonianza di fraternità
In questi ultimi tre anni abbiamo vissuto qualcosa che non avremmo mai immaginato. L’unione con un’altra parrocchia, nata da una necessità concreta – la mancanza di sacerdoti e di forze – si è rivelata un dono immenso, un vero segno della presenza di Cristo in mezzo a noi.
La nostra è una parrocchia piccola, fragile sotto certi aspetti, ma proprio per questo aveva bisogno di mani, di cuori, di energie che da soli non avevamo più. E queste forze sono arrivate, dalla vicina parrocchia di San Rocco, non solo come aiuto pratico, ma come fraternità vera, vissuta ogni giorno. Abbiamo collaborato insieme a partire dal coro e dalle celebrazioni comunitarie. Unendo i due cori, abbiamo trovato un equilibrio e abbiamo imparato gli uni dagli altri grazie a chi per anni ha curato e guidato musica e voci; abbiamo scelto i canti e deciso insieme, abbiamo imparato a conoscerci e a volerci bene. Per non parlare di tutti i chierichetti e di chi li guida: nelle celebrazioni più importanti sono venuti, hanno fatto le prove e, con amore, hanno servito la Messa in modo straordinario. Anche loro hanno donato tempo ed energie per la nostra parrocchia. È nata un’unione sincera, un’accoglienza reciproca che non avevamo mai sperimentato prima, e che parla chiaramente del Vangelo vissuto. Anche la realizzazione del presepe nella nostra chiesa è stato un segno fortissimo di tutto questo.
Quest’anno avevamo rischiato di non riuscire a farlo: le persone che per anni se ne sono occupate non avevano più le forze, alcune purtroppo non ci sono più. E invece loro sono arrivati, si sono fatti in quattro, lavorando anche di sera dopo il lavoro, con sacrificio e amore. Il presepe che ne è risultato è bellissimo, ma soprattutto è stato fatto con il cuore. In quel gesto abbiamo sentito che la nostra parrocchia non era più “solo nostra”, ma anche loro. L’hanno sentita casa, l’hanno resa casa. Lo stesso è successo con i ragazzi, i giovanissimi, i giovani, i gruppi dell’ACR. Con la loro gioia, con entusiasmo, gli educatori sono venuti anche sotto la pioggia, si sono messi a disposizione per aiutarci a creare qualcosa che qui non esisteva più. Pur essendo giovani, hanno dimostrato una maturità e un amore straordinari. Anche loro hanno fatto propria la nostra parrocchia, e questo è stato un altro segno dal cielo. Un ringraziamento speciale va anche a due anime bellissime, marito e moglie, architetti, che hanno donato tempo, energie e giornate intere per rimettere in sesto la casa del curato.
L’appartamento, che era in condizioni difficili, oggi è tornato ad essere accogliente e vivibile per i sacerdoti che verranno ad aiutare il nostro don. Sentire entrambi dire «Ormai questa parrocchia la sentiamo anche nostra» è stato uno dei regali più grandi. E come non ricordare chi ha dedicato tempo per sistemare i computer della parrocchia, offrendo competenze e disponibilità con semplicità e generosità? In questi tre anni abbiamo visto e ricevuto l’amore che Gesù ci insegna: un amore fatto di dono, di sacrificio, di presenza silenziosa ma concreta. La nostra parrocchia continua a riceverlo grazie a persone straordinarie, che ringraziamo dal profondo del cuore. Questo è il nostro grazie. Un grazie sincero, perché come voi avete donato tutto, così noi volevamo almeno provare a dirvelo: con il cuore pieno di riconoscenza.
Parrocchia San Giuseppe al Lagaccio

