Il 24 novembre scorso ci è stata offerta un’occasione di riflessione e preghiera insieme alle altre parrocchie del vicariato.
Adulti e giovani ci siamo ritrovati nella parrocchia di S. Marcellino per un incontro in preparazione al Giubileo e al tempo di Avvento. Alcuni dei partecipanti delle diverse parrocchie si erano incontrati precedentemente per organizzare il da farsi e quella sera ci siamo riuniti con gioia insieme ai nostri parroci.
La prima parte dell’incontro ha avuto inizio con una processione dei rappresentanti delle undici parrocchie del vicariato. Ognuno di loro portava all’altare un cero, segno della luce di Gesù che illumina il cammino e dell’unione delle parrocchie.
Poi, dopo una presentazione, è stato composto un cartellone raffigurante il logo del Giubileo. Le onde del mare rappresentano quelle piccole e grandi guerre delle nostre vite, le inimicizie, le gelosie, la sete di dominio, le ansie per il futuro e così via, ma è nelle onde di questo mare che affonda l’ancora, la parte inferiore della Croce, a simboleggiare che la Croce è la nostra Speranza, l’appiglio che ci stabilizza durante le tempeste della vita. Le quattro figure stilizzate che si abbracciano e abbracciano la Croce, invece, rappresentano l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra, uniti nella fratellanza che accomuna i popoli e ciascuno di noi. Il cammino, infatti, non è individuale, ma sostenuto e generato dalla fraternità in Cristo nella fede e nella speranza, sempre uniti alla Croce di Colui che è Via, Verità e Vita.

Per aiutarci a riflettere in questo Avvento è stato invitato don Gianfranco Calabrese. Don Gianfranco ha ricordato che il Giubileo è un tempo sia per guardare gli altri, sia per guardarsi dentro, per riempirsi dell’Origine e rendere la propria vita sacrificio gradito a Dio. Ci ha incoraggiato a vedere in Gesù la “calamita” che ci attira per condurci alla nostra terra promessa. Ha sottolineato, inoltre, che lo Spirito Santo è la forza della Chiesa e che è Lui a guidarci alla comunione, alla fraternità e al tenerci per mano; gesto che, effettivamente, all’inizio della celebrazione avevamo compiuto. Successivamente, Don Gianfranco ha evidenziato che la Chiesa deve essere ecumenica, ospitale, in cui ognuno donerà i doni ricevuti e pregherà con l’altro, per l’altro. La Chiesa, infatti, è il nostro mondo e la Speranza è un canto di gioia nato dalla certezza di essere guidati da Dio. Concludendo, ci ha invitato a vigilare perché, a volte, rigidità e bugie distolgono dal mettere Cristo al centro della nostra vita.

L’incontro si è concluso con l’Adorazione Eucaristica a cura di don Giuseppe e alcuni sacerdoti, per chi lo volesse, offrivano l’opportunità di ricevere il sacramento della Riconciliazione.
La domenica del ritiro è stata fredda e piovosa, ma, una volta sentito Gesù presente in noi, il nostro cuore ardeva.
Lina Sanni e Caterina Castagnola
